Bonifico verso Romania e Filippine: quanto costa davvero

Un bonifico internazionale ha due prezzi, e solo uno dei due si vede. Il primo è la commissione, quella scritta nel contratto. Il secondo è lo spread di cambio, incorporato nel tasso: non compare da nessuna parte come addebito, ma è spesso la voce più grande delle due. Confrontare le commissioni e ignorare lo spread significa guardare la metà più piccola del conto.

Un lettore di Milano ci ha scritto a giugno: aveva inviato 1 000 € a un familiare in Romania e, confrontando i due estremi, il bonifico SWIFT della sua banca mostrava 35 € di commissioni dichiarate, mentre un'APP fintech accreditava quasi 15 € in più nella stessa valuta. La differenza era tutta nello spread, che sull'estratto non compariva.

Questo articolo prende due corridoi concreti — Italia–Romania e Italia–Filippine — e mette a confronto quattro canali su un invio di 1 000 euro, misurando l'unica cosa che conta davvero: quanto arriva al destinatario.

1. Il costo medio secondo la Banca d'Italia

Il punto di partenza è una rilevazione della Banca d'Italia sul costo delle rimesse dall'Italia. Il dato è netto: il costo medio di un bonifico internazionale effettuato tramite banca tradizionale si è portato a 45–55 euro, mentre quello delle piattaforme fintech si colloca tra gli 8 e i 15 euro.

Su un invio di 1 000 euro, la forbice tra i due mondi è quindi di circa 30–45 euro. Su un invio mensile, significa 360–540 euro all'anno: abbastanza da giustificare qualche minuto di confronto la prima volta, e nessun lavoro in più dopo.

Va detto che il divario non nasce solo dalla commissione. Le banche tradizionali applicano tipicamente uno spread di cambio tra l'1,5 e il 3 %, e lo incorporano nel tasso invece di esporlo come voce separata. Le piattaforme fintech, dal canto loro, convertono più vicino al tasso di mercato e addebitano una commissione esplicita. Il modello è diverso, e la differenza si vede nel risultato finale.

2. Commissione fissa e spread di cambio

Vale la pena fissare la distinzione, perché è la chiave di tutto il confronto.

Da qui deriva un effetto controintuitivo: uno spread è più pericoloso su un importo grande, una commissione fissa è più pericolosa su un importo piccolo. Chi invia 200 euro paga soprattutto la commissione fissa; chi ne invia 5 000 paga soprattutto lo spread. Un canale dichiarato «zero commissioni» ma con il 3 % di spread su 1 000 euro costa 30 euro — più di un canale che espone 7 euro di commissione e converte vicino al tasso di mercato.

3. Quattro canali a confronto su 1 000 €

Mettiamo a confronto quattro canali su un invio di 1 000 euro, considerando commissione dichiarata e costo totale che resta sul percorso.

Costo di un bonifico di 1 000 € verso Romania o Filippine, per canale
CanaleStruttura del costoCosto su 1 000 €Arriva al destinatario (equiv.)
Banca Sella3 € fissi + 0,4 %7,00 €~993,00 €
Poste Italiane7,50 € fissi + 0,15 %9,00 €~991,00 €
Fintech (Wise, Revolut e simili)0,4–1 % al tasso di mercato4,00–10,00 €~990,00–996,00 €
Bonifico SWIFT bancario tradizionale20–40 € fissi + spread 1,5–3 %35,00–70,00 €~930,00–965,00 €

Calcoli indicativi su 1 000 euro, con commissioni e spread nel range documentato per ciascun canale. L'importo effettivamente accreditato dipende dal tasso applicato al momento dell'operazione e dalle condizioni contrattuali del proprio rapporto. Le condizioni variano nel tempo e per tipologia di cliente: verificare il tariffario in vigore prima dell'invio.

Il divario tra il canale più economico e quello più caro si colloca quindi tra i 25 e i 60 euro su un singolo invio da 1 000 euro. Su un invio mensile, la stessa differenza vale 300–720 euro all'anno.

Colpisce, nella tabella, la posizione del canale tradizionale: la commissione dichiarata (20–40 euro) è già la più alta, e lo spread sull'1,5–3 % vi aggiunge altri 15–30 euro che non compaiono come voce. È la ragione per cui il costo medio rilevato dalla Banca d'Italia arriva a 45–55 euro pur partendo da commissioni dichiarate inferiori.

4. Romania e Filippine: due corridoi diversi

I due corridoi non si comportano allo stesso modo, e la differenza è utile per capire come si forma il costo.

Il corridoio Romania è un corridoio europeo verso una valuta con mercato liquido (RON). La conversione è diretta, l'infrastruttura di pagamento è integrata e il percorso è breve: è il caso in cui i canali economici rendono al massimo, e in cui una componente fissa contenuta fa la differenza.

Il corridoio Filippine coinvolge una valuta asiatica (PHP) e passa frequentemente attraverso più intermediari. Più passaggi significano più margini da qualche parte: quando una conversione richiede due cambi anziché uno, il costo tende a salire anche con un fornitore corretto. Un esempio documentato su un percorso incrociato RON→PHP mostra una commissione nell'ordine di 102,57 RON, circa 20 euro, pur operando al tasso di mercato: è il tipo di cifra che su un corridoio diretto sarebbe più bassa.

La conseguenza pratica riguarda la scelta del canale. Su un corridoio diretto e liquido — Romania, e in generale l'area UE — la differenza tra i canali economici è ridotta, e conta soprattutto la commissione fissa. Su un corridoio che richiede due conversioni — Filippine, e in generale l'Asia sud-orientale — la voce determinante diventa lo spread applicato al cambio, e la scelta del canale pesa di più.

5. Come confrontare due offerte in tre minuti

Il metodo è semplice e non richiede strumenti speciali.

  1. Prendi il tasso di mercato del giorno per la coppia di valute che ti interessa. È il tasso che la BCE pubblica e che Fengvi mostra in tempo reale: è il riferimento neutro con cui confrontare tutto il resto.
  2. Chiedi al canale l'importo esatto che arriverà al destinatario per l'importo che vuoi inviare. Non la commissione: l'importo finale nella valuta di destinazione.
  3. Confronta quel numero con il tasso di mercato applicato al tuo importo. La differenza è il costo reale, commissione e spread insieme.

È l'unico confronto che non richiede di fidarsi di una dichiarazione. Un canale che espone una commissione bassa ma converte a un tasso sfavorevole apparirà per quello che è, e viceversa. Lo stesso metodo funziona identico su qualunque corridoio e su qualunque importo, e spiega perché convenga sempre chiedere il numero finale prima di confermare l'operazione.

6. Domande frequenti

Quanto costa un bonifico internazionale da una banca italiana?

Secondo i dati della Banca d'Italia, in media 45–55 euro tramite banca tradizionale e 8–15 euro tramite piattaforme fintech. La differenza non è solo nella commissione fissa: le banche tradizionali applicano anche uno spread di cambio tra l'1,5 e il 3 %, incorporato nel tasso.

Perché lo spread di cambio è più difficile da vedere della commissione?

Perché non compare come addebito separato: è incorporato nel tasso applicato. La commissione fissa è una voce esplicita, lo spread no. A fronte di una commissione dichiarata di 10 euro, uno spread del 2 % su 5 000 euro vale 100 euro, invisibili sull'estratto conto.

Quanto arriva al destinatario su un bonifico di 1 000 euro?

Con i canali più economici circa 990–993 euro equivalenti; con un bonifico SWIFT bancario tradizionale circa 930–965 euro equivalenti. La differenza su un singolo invio è di 25–60 euro, e diventa rilevante su invii mensili.

Conviene sempre scegliere il canale con la commissione più bassa?

No. Va confrontato il costo totale, cioè commissione più spread di cambio. Un canale che dichiara «zero commissioni» ma applica il 3 % di spread su 1 000 euro costa 30 euro, più di un canale che espone 7 euro di commissione e converte vicino al tasso di mercato.

Cosa cambia tra il corridoio Romania e il corridoio Filippine?

Il primo è un corridoio europeo in una valuta liquida; il secondo coinvolge una valuta asiatica e passa spesso da più intermediari. Sui percorsi che richiedono due conversioni il costo sale, perché si somma più di un margine: un percorso RON→PHP può costare intorno ai 102,57 RON, circa 20 euro, anche operando al tasso di mercato.

7. Fonti e data dei dati

Banca d'Italia: rilevazione sul costo delle rimesse dall'Italia (costo medio 45–55 euro per le banche tradizionali, 8–15 euro per le piattaforme fintech; spread di cambio applicato dalle banche tradizionali tra l'1,5 e il 3 %). Tariffari pubblicati dagli operatori citati: commissione fissa più percentuale per i canali bancari e postali, commissione percentuale al tasso di mercato per le piattaforme fintech. Esempio documentato su percorso incrociato RON→PHP con commissione nell'ordine di 102,57 RON. Tasso di riferimento BCE: pubblicazione quotidiana dei corsi dell'euro. Tassi di mercato mostrati in tempo reale su fengvi.com (aggiornamento ogni 5 minuti).

Pubblicato il 21 settembre 2026. Data dei dati: 21 settembre 2026. Informazioni fornite a titolo indicativo: il costo reale dipende dal canale, dal corridoio e dal momento dell'operazione. Gli importi indicati sono ordini di grandezza da verificare prima di ogni decisione. Per segnalare un errore o un dato obsoleto, scrivici tramite la pagina di contatto.

Registro degli aggiornamenti. Pubblicazione iniziale: 21 settembre 2026, con il confronto tra quattro canali su 1 000 euro e il calcolo dell'importo accreditato. Prossima revisione prevista dopo l'aggiornamento trimestrale dei tariffari dei canali di trasferimento.

Nota metodologica: Questo articolo è stato redatto secondo una metodologia editoriale documentata e verificato dalla Redazione di Fengvi. Tutti i dati citati provengono da fonti pubbliche indicate nella sezione "Fonti e data dei dati". I costi sono calcolati su un invio di 1 000 euro applicando i tariffari documentati per ciascun canale.

Questo articolo è fornito a titolo di informazione generale e non costituisce consulenza finanziaria, legale o fiscale. Commissioni, spread e condizioni variano nel tempo e da operatore a operatore; ogni decisione va presa sulla base delle condizioni in vigore presso il proprio prestatore.